💡 In breve
In uno studio su donne con intestino irritabile, quelle in postmenopausa avevano sintomi più severi delle premenopausa. Negli uomini, la stessa differenza di età non produceva niente. È un segnale che smentisce una convinzione diffusa, non un verdetto: lo studio è di un centro solo e con gruppi sbilanciati.
«Vedrai che con la menopausa si sistema.»
L’ho sentita raccontare tante volte, ed è una frase detta in buona fede. Il problema è che chi ci arriva spesso scopre il contrario, e non era stata preparata a quella possibilità.
Cosa dice lo studio
In un centro universitario americano hanno confrontato quattro gruppi di persone con intestino irritabile diagnosticato secondo i criteri di Roma: donne in premenopausa, donne in postmenopausa, uomini sotto i 45 anni e uomini sopra.
Le donne in postmenopausa avevano sintomi più severi delle donne in premenopausa, e una qualità di vita fisica peggiore.
Negli uomini, confrontando le stesse fasce di età, quella differenza non compariva. Non è quindi l’età in sé a peggiorare le cose: è qualcosa che riguarda le donne e il passaggio che attraversano.
Un secondo dato dello stesso lavoro: la stitichezza aumentava con l’età in entrambi i sessi, ma risultava il sottotipo prevalente solo nelle donne.
Quanto ci si può appoggiare
Qui devo essere preciso, perché è facile prendere un dato e farlo diventare una legge.
Lo studio è di un centro solo, e confronta 52 donne in postmenopausa contro 190 in premenopausa: i gruppi sono sbilanciati. È un segnale serio, ed è quello che c’è, ma non è la parola definitiva su niente.
Quello che posso dire con più tranquillità è un’altra cosa: la convinzione opposta, quella che con la menopausa passi, non ha niente che la sostenga. È un modo di dire, non un dato.
Perché ha senso che vada così
Gli ormoni ovarici non causano l’intestino irritabile, e su questo la letteratura è chiara. Ma modulano parecchie cose che contano: la sensibilità con cui percepisci quello che succede nei visceri, la motilità, e quanto sei reattiva allo stress.
Quando quell’assetto cambia in modo stabile, cambia anche il terreno su cui il tuo intestino lavora tutti i giorni.
E c’è un pezzo che i numeri non misurano ma che vedo continuamente: la menopausa arriva quasi sempre in una fase della vita già carica, con genitori che invecchiano, figli grandi, lavoro nel pieno. Il sistema nervoso di quegli anni non è quello di dieci anni prima, e la digestione lo sente.
Non è che sei più fragile. È che sono cambiate insieme più cose di quante te ne abbiano nominate.
Cosa resta da fare, e non è poco
Se il quadro non si sistema da solo con il tempo, allora tocca lavorare su quello che si muove. E si muove più di quanto sembri.
Lo stato di attivazione del sistema nervoso, che è la leva più grossa e la meno usata: da quello dipendono la velocità della digestione e quanto forte arriva al cervello un segnale che prima non sentivi.
Il ritmo dei pasti, che in questa fase conta più della composizione: quanto mastichi, quanto ci metti, in che condizioni mangi.
Il movimento e il sonno, che sono le due cose che in quegli anni saltano per prime e che pesano sul transito più di qualsiasi integratore.
Nessuna di queste è una scorciatoia, e nessuna promette una data. Ma sono tutte cose su cui hai voce, il che è esattamente il contrario di aspettare che passi.
Fonte: Lenhart A. et al., «Postmenopausal women with irritable bowel syndrome (IBS) have more severe symptoms than premenopausal women with IBS», Neurogastroenterology & Motility, 2020 (10.1111/nmo.13913). Articolo reperito su PubMed.
❓ Domande frequenti
Il colon irritabile peggiora in menopausa? I dati disponibili vanno in quella direzione: in uno studio, le donne in postmenopausa avevano sintomi più severi delle premenopausa, mentre negli uomini la stessa differenza di età non compariva.
Quanto è solido questo dato? È un segnale, non una legge: un centro solo, 52 donne in postmenopausa contro 190 in premenopausa. Quello che si può dire con più tranquillità è che la convinzione opposta non ha niente che la sostenga.
Cosa si può fare? Lavorare sulle variabili che restano modificabili: stato del sistema nervoso, ritmo dei pasti, movimento, sonno. Se il quadro non si sistema da solo, tocca muovere quello che si può muovere.