💡 In breve
Nelle donne i sintomi intestinali hanno un ritmo: il transito rallenta nella seconda metà del ciclo, e dolore, gonfiore e alvo peggiorano nei giorni delle mestruazioni. Se lo stesso pasto ti fa due effetti diversi a dieci giorni di distanza, il problema non era il pasto.
C’è una domanda che quasi nessuno fa a una donna con l’intestino irritabile, e che cambia il modo di leggere mesi interi di sintomi: in che giorno del ciclo eri?
Non è un dettaglio da mettere in fondo. È una variabile che si muove ogni mese, mentre la dieta resta uguale.
Cosa succede, e non è un’impressione
Due cose documentate, e riguardano anche le donne che non hanno nessun disturbo digestivo.
Il transito rallenta nella fase luteale, cioè nella seconda metà del ciclo, dopo l’ovulazione. Rallenta e basta, in donne sane, misurato.
E nelle donne che hanno l’intestino irritabile, dolore addominale, gonfiore e diarrea peggiorano durante le mestruazioni. Una possibile spiegazione chiama in causa le prostaglandine, più alte in quei giorni, e un aumento della percezione degli stimoli che arrivano dai visceri. Ma la letteratura è onesta su questo punto: il pattern è osservato, il meccanismo esatto no.
C’è poi il numero che dovrebbe far riflettere più di tutti: nei paesi occidentali l’intestino irritabile colpisce circa il doppio delle donne rispetto agli uomini.
Perché conta per la tua settimana storta
Immagina la scena, che è quella che sento raccontare più spesso.
Mangi una cosa, e quel giorno ti gonfi. Concludi che quella cosa ti fa male e la togli. Dieci giorni dopo la rimangi, per sbaglio o per prova, e non succede niente. Ti confondi, e finisci per pensare che il tuo corpo sia imprevedibile.
Non è imprevedibile. Se la stessa cosa in momenti diversi fa effetti diversi, la spiegazione non è quella cosa. Sono le condizioni.
È così che le liste di cibi vietati si allungano: ogni giorno storto trova un colpevole, e il colpevole cambia ogni volta.
E il punto del ciclo è una di quelle condizioni. Non l’unica, ma una che si muove con regolarità e che nessuno ti ha detto di guardare.
L’errore che voglio evitarti
Adesso arriva la parte in cui la maggior parte dei contenuti sbaglierebbe, e voglio dirla chiara: non è colpa dei tuoi ormoni.
Le revisioni disponibili sono precise su questo. Gli ormoni ovarici modulano i sintomi: cambiano la sensibilità viscerale, la motilità, la permeabilità, e anche quanto sei reattiva allo stress in quei giorni. Ma non sono considerati la causa della sindrome.
La differenza sembra accademica e invece è tutto. Se fossero la causa, l’unica cosa da fare sarebbe aspettare. Siccome modulano, quello che cambia da un mese all’altro è su quale terreno arrivano: un sistema nervoso già in allerta e una digestione già rallentata rendono quei giorni molto più pesanti di quanto sarebbero altrimenti.
E su quel terreno si lavora.
Cosa fare, concretamente
Due colonne su un foglio, per due mesi.
Da una parte il giorno del ciclo. Dall’altra come stava la pancia, da uno a cinque. Niente app, niente elenco di quello che hai mangiato, che è quello che tutti provano a fare e che nessuno mantiene per più di una settimana.
Dopo due cicli succede una di due cose. O vedi un pattern, e allora hai in mano un’informazione che nessun test ti avrebbe dato. Oppure non lo vedi, e hai comunque escluso una variabile invece di continuare a sospettarla.
Se il pattern c’è, portalo a chi ti segue. Vale anche per un’altra ragione: sintomi intestinali che seguono da vicino il ciclo sono qualcosa di cui vale la pena parlare con una ginecologa di fiducia, perché ci sono condizioni in cui le due cose viaggiano insieme. Non è una diagnosi e non tocca a me farla: è una porta che vale la pena aprire, e che si apre solo se qualcuno ti ha detto che esiste.
Fonti: Bharadwaj S. et al., «Symptomatology of irritable bowel syndrome and inflammatory bowel disease during the menstrual cycle», Gastroenterology Report, 2015 (10.1093/gastro/gov010). Meleine M., Matricon J., «Gender-related differences in irritable bowel syndrome: potential mechanisms of sex hormones», World Journal of Gastroenterology, 2014 (10.3748/wjg.v20.i22.6725). Articoli reperiti su PubMed.
❓ Domande frequenti
I sintomi del colon irritabile peggiorano con il ciclo? Sì, ed è documentato: peggiorano durante le mestruazioni, e il transito rallenta già nella fase luteale. È un andamento descritto da anni in letteratura.
Vuol dire che è colpa dei miei ormoni? No. Le revisioni dicono che gli ormoni ovarici modulano i sintomi, non che causano la sindrome. È una buona notizia: quello che cambia è il terreno su cui arrivano, e su quello si lavora.
Come faccio a capire se anche il mio segue un ritmo? Due colonne su un foglio per due mesi: giorno del ciclo, e come stava la pancia da uno a cinque. Dopo due cicli o vedi un pattern o hai escluso una variabile.